Arezzo, Consiglio Comunale 22 dicembre 2022 : tutte le interrogazioni

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La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Michele Menchetti e ha riguardato il bando per l’edilizia residenziale pubblica e l’assegnazione degli alloggi. “Il bando è discriminatorio per chi non ha una lunga residenza nel territorio aretino visto che è previsto di modulare rispetto alla residenza anagrafica e alla durata degli anni lavorativi i punti da assegnare ai richiedenti, che diventano variabili a seconda della suddetta storicità. Sono così avvantaggiati coloro che vivono ad Arezzo da più anni senza prendere in considerazione lo stato di effettivo bisogno. La casa insieme all’alimentazione è l’impellenza principale della vita umana. L’illegittimità del bando potrebbe essere fonte di danno erariale o produrre sentenze giurisprudenziali contrarie”.

L’assessore Monica Manneschi ha rilevato come il bando sia coerente con la legge regionale toscana attuale. “Non è nostra intenzione e non rientra nelle nostre possibilità revocarlo perché non possiamo decidere sui requisiti previsti da una normativa gerarchicamente superiore o interpretarli in senso arbitrario”.

Ancora Michele Menchetti ha portato all’attenzione dell’aula la vaccinazione anti-Covid sui minori di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, “pratica auspicata recentemente da un noto pediatria. Tale vaccinazione per queste categorie di bambini è stata sospesa in molti paesi del mondo per vari motivi: inefficacia, reazioni avverse se non addirittura effetti molto pericolosi. Chiedo al vicesindaco se ritiene opportuno prendere le pubbliche distanze da queste parole che incitano a una vaccinazione di massa per soggetti vulnerabili senza conoscere le conseguenze su di loro”.

Il vicesindaco Lucia Tanti: “non ritengo opportuno prendere le distanze da queste parole. Continuo a essere favorevole al vaccino e sono altresì certa, tra scienza e fantascienza, di preferire sempre la prima”.

Alessandro Caneschi: “sono passati 50 giorni dal nuovo orario di accensione e spegnimento dei lampioni e in queste settimane si sono succedute polemiche e sono nate questioni legate anche al rapporto tra amministrazione comunale e concessionario. I risparmi ventilati dall’operazione sono in capo alla prima o al secondo? Per eseguire le modifiche alla temporizzazione degli impianti, il Comune ha dovuto sostenere spese al di là di quanto previsto dal contratto di servizio? E lo stesso rischia di accadere dopo il dietrofront della giunta? Quanto tempo ancora deve passare per il ripristino totale degli impianti alla situazione antecedente e dunque mettere fine ai disagi sofferti dai cittadini? Mi pare di poter dire che occorre ‘fare luce’ sulla vicenda”.

Anche Valentina Sileno ha sottolineato come ci siano dei punti sui quali necessitano chiarimenti, “in merito ai risparmi effettivi di cui il Comune beneficia, in merito a quanto sia il rischio economico in capo al partner privato, in merito al tempo necessario per ritornare alla situazione di prima visto che gli accordi contrattuali con il concessionario prevedano che l’arco temporale per i ripristini sia compreso fra le 3 e le 48 ore mentre sono già trascorsi vari giorni”.

L’assessore Marco Sacchetti: “si sta creando su questo intervento una narrazione che non so dove possa portare, per cui cerco di fare chiarezza una volta per tutte. Innanzitutto ritengo sacrosanto il principio sotteso alla scelta e lo difendo ancora, visto che nasce dal contesto storico in cui ci troviamo e ci troveremo. Ecco allora che abbiamo pensato a una soluzione analoga a quella di moltissime altre amministrazioni in Italia. È innegabile che ogni forma di restrizione, rispetto alla comfort zone in cui viviamo, crei disagi e di segnalazioni ne abbiamo ricevute decidendo così di rimodulare i tempi di accensione e spegnimento. Considerando che il maggiore disagio si registrava di sera, abbiamo ridotto da un’ora a 20 minuti il posticipo dell’accensione. A questo punto è intervenuta la narrazione fantasiosa sui risparmi a favore del concessionario e altre allusioni. Il Comune paga a quest’ultimo, per contratto, un canone trimestrale articolato su tre voci la cui principale è costituita proprio dal costo dell’energia. Come si fa dunque a pensare, nel momento in cui si verifica una triplicazione dei costi energetici, che tutto ricada in capo al concessionario? Una volta ritenuto di dover tornare alle condizioni ex ante, il concessionario ha cominciato a ripristinare i quadri che sono molti, esattamente 316. Questo lavoro è terminato ed è durato alcuni giorni e ricordo che il contratto di servizio, mentre prevede tempistiche di intervento su fattispecie ben precise, non lo fa per questa. Rivendico la validità dell’approccio che ci ha guidato, ovvero che in certi frangenti occorre fare anche un passo indietro negli stili di vita. Ed era questo per noi il punto dirimente, molto più dei risparmi che avremmo registrato che, per la cronaca, corrispondono a 150.000 euro l’anno per ogni ora di mancato funzionamento della pubblica illuminazione”.

Francesco Romizi ha ricordato che la sicurezza a Saione è stata cavalcata in ogni occasione dal centrodestra “fin dai tempi delle amministrazione Fanfani, quando gli attacchi si sprecavano anche per una bottiglia per terra. Il sindaco Ghinelli, dal 2016, dice invece di essere una vittima del sistema che procede dal governo centrale. La Lega a sua volta a Saione ha portato ministri, parlamentari, presidenti di regione. Ebbene, in quel quartiere, le problematiche legate alla sicurezza non sono sparite ma aumentate. Operazioni di polizia possono avere conseguenze nel breve termine. Quali progetti di inclusione sociale sono stati promossi in quel quartiere per far fronte a disagio e delinquenza? Quale impatto hanno avuto, se ci sono stati? Quante risorse economiche sono state investite, quali iniziative promosse, quale collaborazione si è instaurata con la Asl per rispondere a problemi come la tossicodipendenza? Perché il chiosco a Campo di Marte è abbandonato da più di 7 anni”?

Il vicesindaco Lucia Tanti: “se governiamo da 7 anni, significa, per lo meno, che a un certo punto si è tenuta un’elezione in cui i primi 5 sono stati giudicati convincenti. Non sono d’accordo che ci sia un rapporto relazionale tra disagio e delinquenza, molto persone vivono nel disagio e non per questo delinquono. Il primo si combatte con progetti specifici ed entriamo nei particolari di questi ultimi: abbiamo messo insieme 410.000 euro reperendoli da capitoli di spesa riconducibili più tipicamente al sociale e da quelli riconducibili alle deleghe di Federico Scapecchi. Abbiamo un programma biennale che si chiama “Giovani protagonisti” che tiene insieme un numero elevato di associazioni nei locali di via Masaccio. In questi ultimi, annuncio, troveranno sede i 6 nuovi assistenti sociali, a dimostrare che i servizi si diffondono e si uniscono. Su questa figura professionale così importante per la coesione, ricordo che grazie a questa amministrazione siamo arrivati a contarne 20, uno ogni 5.000 abitanti, la media che ci soddisfa e che è funzionale a una città come Arezzo. Poi ci sono i patti educativi di comunità proposti da Oxfam e in parte già partiti in due istituti comprensivi ma che vogliamo estendere a tutti i plessi scolastici e l’accordo tra Fondazione Arezzo Comunità, Fondazione Monnalisa e Università di Siena per il doposcuola. Saione non è più quello che abbiamo ereditato proprio perché lo abbiamo considerato una priorità”.

Giovanni Donati ha rilevato come l’abbellimento delle rotatorie cittadine durante il periodo natalizio sia limitato ad alcune mentre altre non vengono prese in considerazione. “Come avviene la scelta”? L’assessore Alessandro Casi ha ricordato come “negli anni ci sia stato un progressivo ampliamento delle zone coinvolte dagli addobbi: siamo partiti con Campo di Marte, poi è toccato a via Vittorio Veneto, quest’anno sono subentrate via Montefalco e la chiesa dei santi Lorentino e Pergentino. Confidiamo che il prossimo anno tocchi a via Romana”.

Donato Caporali ha chiesto chiarimenti sulla modifica alle modalità di raccolta dei rifiuti, con il porta a porta che dal 9 gennaio scatterà anche per l’organico nelle zone nord, ovest e sud. “Ci sono state serate informative dove i cittadini hanno manifestato le loro perplessità. È tutto confermato? Come verrete incontro alle critiche sollevate, riferite soprattutto ai tempi dilatati per l’organico che rischia di non essere raccolto alcuni giorni”?

L’assessore Marco Sacchetti: “il ciclo dei rifiuti è un servizio in concessione e di conseguenza dobbiamo parlare, dal 2014, di un concessionario. Quest’ultimo fino al 2018 ha prodotto risultati discutibili, in tempi più recenti la situazione è cambiata grazie all’ingresso nella sua compagine sociale di un socio industriale. Dopo di che è subentrato il metodo Arera e la reazione del gestore stesso è stata di presentare un piano economico-finanziario che prevede il pareggio di bilancio in modo tale da azzerare le perdite che, altrimenti, ricadrebbero sulla tariffa con conseguenti aumenti della Tari. In questo piano di riorganizzazione, vidimato e valido per tutto l’ambito Toscana sud, è prevista l’implementazione del porta a porta, mantra caro all’opposizione e recitato spesso come panacea. Bene, ora il porta a porta c’è. Non si tratta di una scelta del Comune e questo non perché non vorremmo incidere ma perché potere decisionale e tecnologia sono in capo al concessionario. L’amministrazione comunale è un mero esattore, al più con compiti di vigilanza sui comportamenti eventualmente da sanzionare. Ricordo infine che ogni novità porta con sé la necessità di rivedere le abitudini”.

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