Amaranto: permanenza in bilico dei Manzo

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Oggi l’assemblea, riunita dal notaio Cirianni, ha deliberato il ripianamento delle perdite maturate al 31 dicembre e l’aumento di capitale da 3 milioni di euro da sottoscrivere entro 60 giorni. Una sorta di ultimatum a Orgoglio Amaranto che deve reperire 30mila euro e deve farlo in fretta, con la possibilità che abbandoni la compagine sociale dopo 12 anni di attività.

Intanto la tifoseria prosegue nella contestazione e il presidente sui social dice stop: ”ora basta, chi è interessato si faccia avanti”

“La Società Sportiva Arezzo comunica che in data odierna si è svolta l’assemblea dei soci della società, nel corso della quale è stato deliberato il ripianamento delle perdite maturate fino al 31/12/2021 per l’esercizio 2021-2022 e una copertura parziale per oltre tre milioni di euro delle perdite al 30 giugno 2021. L’assemblea ha inoltre deliberato un aumento di capitale di tre milioni di euro da sottoscriversi entro 60 giorni”.

Terminata l’assemblea dei soci della S.S. Arezzo. Il resoconto di Orgoglio Amaranto: “Sull’aumento di capitale decidiamo con tutti i soci”
Astensione su tutte e quattro le delibere presentate. Questo quanto portato avanti dai rappresentanti di Orgoglio Amaranto nel corso dell’assemblea dei soci della S.S. Arezzo che si è tenuta oggi nello studio del notaio Cirianni dove, per il comitato, sono stati presenti il presidente Stefano Farsetti, il vice Francesco Sebastiano Chiericoni e i consiglieri del direttivo Daniele Farsetti e Duccio Borselli.
Nella prima parte dell’assemblea è stata evidenziata la situazione patrimoniale al 31.12.2021. In questa sede, come in passato, i membri del direttivo hanno censurato fortemente la gestione patrimoniale della società anche degli ultimi sei mesi riservandosi di verificare le poste che hanno contribuito a produrre l’attuale disavanzo, evidenziando ancora la totale assenza di risposte alle continue richieste di chiarimenti e di documenti. Con il secondo punto all’ordine del giorno la S.S. Arezzo è passata alla parziale copertura delle perdite pregresse e alla sterilizzazione di quelle residue come previsto dal Decreto Legge 23 del 2020. L’atto consequenziale è stata la riduzione del capitale sociale per coprire le ulteriori perdite emerse dopo la fine dell’esercizio precedente chiuso al 30 giugno 2021. 
Come previsto poi dall’ultimo punto è stato deliberato l’aumento di capitale sociale per un importo di 3 milioni di euro e per il quale è stata fissata una scadenza molto ravvicinata per la sottoscrizione. Con soli 60 giorni messi a disposizione, sembra evidente che il socio di maggioranza abbia voluto mettere in difficoltà il comitato di tifosi che regge la sua partecipazione dell’1% nel capitale sociale sulle donazioni. 
Il direttivo di OA stigmatizza questo modus operandi contestando ancora una volta questo comportamento che ha portato, ormai irrimediabilmente, a una netta divisione rispetto alla piazza dove la proprietà sta operando, non capendo che lo stadio è la casa del tifoso, che la proprietà, anche se privata, amministra un bene pubblico che rappresenta una città, che tutti passano ma la maglia resta per sempre.
Adesso il comitato è chiamato a decidere cosa fare nel prossimo futuro. E lo farà auspicando la massima partecipazione possibile. Tutti i soci sono infatti invitati a essere presenti all’assemblea di Orgoglio Amaranto che si terrà venerdì prossimo 25 febbraio alle 21,00.
In quella sede saranno sviscerati tutti i passaggi tecnici e sarà messa a votazione la decisione finale se aderire o meno all’aumento di capitale che, tra l’anticipo del 25% e il restante 75% da versare, si aggira sui 30mila euro.
Si tratta di una cifra consistente, tra le più alte versate nella storia da Orgoglio Amaranto nelle casse dell’Arezzo. Appare evidente a questo punto che lo scenario generale che si apre ci deve comunque far trovare pronti a valutare ogni tipo di soluzione e intraprendere ogni strada possibile.