ALTRI GUAI PER ITALPREZIOSI SPA

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Ivana Ciabatti, fondatrice di Italpreziosi

Italpreziosi Spa, l’importante azienda toscana specializzata nell’affinazione e nel trading di oro, ha subito una recente sconfitta in tribunale a seguito di una causa intentata contro un ex dirigente. Nel verdetto di primo grado, il giudice ha dato ragione al dipendente, dichiarando nullo il patto di concorrenza che l’azienda richiede comunemente a tutti i suoi impiegati al momento dell’assunzione.

La sentenza emessa dal giudice del lavoro del tribunale di Arezzo, Giorgio Rispoli, potrebbe aprire la strada a una serie di contestazioni da parte dei lavoratori in merito alla validità dei contratti stipulati con Italpreziosi Spa. L’ex dirigente si era visto recapitare la citazione in giudizio dalla nota azienda aretina che a settembre scorso era finita al centro di un grave fatto di cronaca per un incidente sul luogo di lavoro causato dalla fuoriuscita di una sostanza pericolosa, che ha portato al ricovero in ospedale di due giovani dipendenti.

Al dirigente, dipendente di Italpreziosi dal 2019 al 2022, veniva addebitato di non aver rispettato il patto di riservatezza e non concorrenza e la restituzione dei corrispettivi incassati. Il giudice del lavoro pero’ ha ritenuto nullo il patto di non concorrenza sottoscritto tra le parti per “indeterminatezza del suo oggetto” e per “indeterminatezza quantitativa e qualitativa del corrispettivo”.

Italpreziosi S.p.a nasce nel 1984 come banco metalli, per poi diventare uno dei principali operatori nell’affinazione e commercio di metalli preziosi da investimento, oggi Italpreziosi S.p.a offre servizi diretti a tutta la filiera produttiva: recupero, analisi e raffinazione dei metalli preziosi, produzione di prodotti per banche, privati; industria, e gioielleria, servizi a supporto del trading di metalli preziosi, servizi di logistica e trasporto per tutte le tipologie di operatori.

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