ACCOGLIENZA PROFUGHI UCRAINI: LE PRIME ADESIONI DELLE STRUTTURE ALBERGHIERE

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Ghinelli e Tanti: “Attivate dal Comune le prime azioni per la risposta all’emergenza.

La nostra città generosa e solidale pronta all’accoglienza: grazie ai nostri albergatori”

Continentale, Minerva ed Etrusco, le strutture ricettive che hanno dato la disponibilità. “Ancora una volta Arezzo da prova della generosità e della solidarietà che la contraddistinguono. A poche ore dalla firma della convenzione tra le associazioni degli albergatori e la Regione Toscana, già tre strutture aretine hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i profughi ucraini. Ringraziamo gli hotel Continentale, Minerva ed Etrusco per aver risposto prontamente in questo momento di emergenza. I posti nei Centri di Accoglienza Straordinaria stanno per terminare, ed è pertanto fondamentale poter contare su strutture ricettive pronte ad ospitare coloro che arriveranno in città”. Come spiegano il sindaco Alessandro Ghinelli e il vicesindaco Lucia Tanti, si è messa prontamente in moto la macchina degli aiuti del Comune di Arezzo per l’accoglienza dei profughi ucraini. Si è svolto ieri, alla presenza del vicesindaco e delle associazioni locali di categoria, un primo tavolo di coordinamento relativo all’accordo raggiunto tra ANCI, Regione Toscana, Prefetture, Comuni e categorie economiche per l’accoglienza dei profughi di guerra nelle stretture alberghiere, e immediate sono state le prime risposte. “Oltre a Continentale, Minerva ed Etrusco , risulta che anche altri alberghi e bed&breakfast stiano per formalizzare la loro disponibilità. Si tratta di possibilità di impiego di queste strutture solo nel caso di indisponibilità ed esaurimento dei posti nei Centri di Accoglienza Straordinaria, che rimangono la destinazione stabilita per coloro i quali, provenienti dalle zone di guerra, non possano essere accolte da rete parentale o di prossimità – spiegano Ghinelli e Tanti. Intanto rimane confermata la riunione di domani della Fondazione Arezzo Comunità per l’organizzazione della rete di supporto, qualora risultasse necessaria nell’emergenza, tra gli attori del terzo settore, per coordinare una risposta efficace e puntuale alla pluralità dei bisogni e delle necessità che potrebbero presentarsi già nelle prossime ore.