A Rassina inaugurato Giardino ai Martiri delle Foibe

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A Rassina inaugurato Giardino ai Martiri delle Foibe.

 

Domenica 12 febbraio, in occasione della celebrazione della Giorno del Ricordo che ricorre il 10 Febbraio, l’amministrazione del comune di Castel Focognano, ha voluto dedicare uno dei giardini comunali ai Martiri delle Foibe, ponendo un cippo in memoria delle vittime ed esprimere vicinanza agli esuli o figli di esuli e a chi ha perso dei cari in questo tragico periodo.

 

La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, e sono intervenuti: il Senatore Paolo Marcheschi, l’Onorevole Tiziana Nisini, i consiglieri regionali marco Casucci e Gabriele Veneri, il sindaco di Montemignaio in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Casentino, il Sindaco di Pratovecchio Stia, la Giunta, i consiglieri, l’Associazione Combattenti e Reduci, il parroco e un nutrito pubblico.

 

Il sindaco Lorenzo Ricci nel suo intervento ha ricordato che: “ Nel marzo 2004, il parlamento della Repubblica italiana con la legge n. 92, ha istituito il «Giorno del ricordo» in modo da conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra per diffondere la conoscenza di quegli eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado e concedere un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Nelle cavità naturali a Fiume, Pola, Zara e Capodistria, – ha aggiunto – vennero gettati migliaia di italiani torturati, fucilati o ancora vivi, esecuzioni che non risparmiarono donne, bambini e sacerdoti assassinati dalle milizie della Jugoslavia del maresciallo Tito verso la fine della Seconda guerra mondiale. Gli italiani, morti nelle foibe e nei campi di concentramento titini o internati in campi di lavoro forzato – nel periodo tra il 1943 e il 1947 – furono almeno 20mila, l’esodo di massa di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia riguardò almeno 350mila persone. Il dramma delle terre italiane al confine orientale si concluse con la firma del trattato di pace di Parigi il 10 febbraio 1947: l’Italia consegnò alla Jugoslavia numerose città e borghi a maggioranza italiana rinunciando per sempre a Zara, alla Dalmazia, a Fiume, all’Istria e a parte della provincia di Gorizia. La memoria di questi tragici avvenimenti deve essere condivisa e appartenere alla memoria COLLETTIVA, purtroppo ancora oggi, intorno a queste drammatici fatti, ci sono forme di negazionismo, scetticismo, lettura di parte o peggio giustificazionismo. Dovremmo tutti quanti ricordare che ci sono vicende storiche che sono crimini contro l’umanità e non hanno colore politico…I massacri delle foibe e l’esodo giuliano- dalmata, sono una pagina di Storia che per molti anni l’Italia ha voluto dimenticare, rimasta ai margini anche della storia internazionale ed assente dai testi scolastici fino a non molto tempo fa”.

 

Proprio al fine di conservare la memoria tra le nuove generazioni, all’evento sono state coinvolti i ragazzi della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Guido Monaco di Rassina che dopo aver approfondito gli studi su questo periodo storico hanno prodotto delle riflessioni che sono state lette, da alcuni di loro, durante la cerimonia.

 

“Per tutto questo ringrazio la preside dottoressa Cristina Giuntini, la professoressa Pierallini e  l’Assessore alla cultura, Rosetta Chianucci che ha curato il rapporto di collaborazione. Voglio ringraziare il vice sindaco Marco Rosini per aver ideato il disegno riportato sul cippo e per aver personalmente partecipato ai lavori di preparazione degli spazi e messa in opera del cippo stesso – ha concluso Ricci – ringrazio, infine, il maestro Luca Nocentini e il gruppo della Filarmonica Guido Monaco di Rassina che ha preso parte a questa cerimonia. di intitolazione del giardino ai Martiri delle Foibe. E’ questa l’occasione, anche alla luce della guerra in Ucraina, per ribadire che l’amministrazione si schiera contro ogni forma di prevaricazione e totalitarismo a favore dei valori di libertà, di democrazia e di pace affinchè prevalga la cultura della tolleranza e della collaborazione tra i popoli”.

 

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