A processo il giovane di 24 anni alla guida dell’auto in cui mori’ Luka Cifci

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Luka Cifci

CHIESTO IL PROCESSO PER IL GIOVANE DI CASTIGLIONE DEL LAGO CHE, CON UNA
SCIAGURATA USCITA DI STRADA, HA CAUSATO LA MORTE, A 23 ANNI, DI LUKA CIFCI

Al termine delle indagini preliminari sul tragico sinistro sulla Pievaiola del 14 ottobre la Procura di Perugia ha chiesto il processo per l’imputato: prima udienza, il 4 aprile

Il Pubblico Ministero della Procura di Perugia, dott. Gennaro Iannarone, titolare del procedimento penale per la tragica morte, ad appena 23 anni, dell’incolpevole Luka Cifci, al termine delle rapide indagini preliminari ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale per D. A. S. R., 24 anni, anche lui residente a Castiglione del Lago come la vittima, il conducente della vettura su cui il giovane cuoco era trasportato, iscritto fin a subito nel registro degli indagati e che, uscendo rovinosamente di strada, ne ha causato il decesso, “per colpa consistente in imprudenza e negligenza nonché per violazione dell’articolo 141 commi 2 e 11 del Codice della Strada”, per citare l’atto del magistrato. Riscontrando la richiesta, il Gup del Tribunale di Perugia, dott.ssa Natalia Giubilei, ha fissato per il 4 aprile 2023, alle 10.45, l’udienza preliminare di un processo da cui i familiari del ventitreenne, assistiti da Studio3A-Valore S.p.A., si aspettano giustizia per il loro caro.

Il terribile incidente è accaduto all’alba del 14 ottobre 2022 lungo la Strada Regionale “Pievaiola”, nel territorio comunale di Corciano. Cifci, che era seduto sul sedile posteriore, e altri tre giovani stavano rientrando da una serata passata in discoteca a Perugia sull’Alfa Romeo 147 guidata dall’imputato, che procedeva in direzione Perugia-Città della Pieve. Il conducente però, giunto in corrispondenza della rotonda nella quale si immette sulla Pievaiola via Tritoni del comune di Corciano, “mantenendo una condotta di guida non adeguata alle condizioni di tempo (orario notturno) e di luogo (presenza di una rotatoria e del cordolo che la delimitava), perdeva il controllo del veicolo che, con la fiancata destra, impattava contro il guardrail che si trovava sul margine destro della carreggiata, non riuscendo a porre in essere le manovre richieste dalla circolazione e di conservare il controllo del veicolo” prosegue il Sostituto procuratore nella sua richiesta di processo.

Il resto, purtroppo, è tristemente noto. A causa del tremendo urto Luka ha sbattuto violentemente il capo riportando un gravissimo trauma cranio-encefalico che non gli ha lasciato scampo, come confermato dall’esame autoptico disposto sulla salma dal Pm ed eseguito dal medico legale dott. Massimo Lancia. Alle operazioni peritali ha partecipato anche il dott. Sergio Scalise quale medico legale di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui si sono rivolti i congiunti di Luka per fare piena luce sui fatti, attraverso il consulente legale Matteo Cesarini e con la collaborazione dell’avv. penalista Cristian Rosa, del Foro di Arezzo. Studio3A assiste peraltro anche un altro dei giovani passeggeri della vettura che si è miracolosamente salvato, riportando però seri traumi psico-fisici.

All’epoca la tragedia aveva destato profonda commozione e non soltanto a Castiglione del Lago, dove Cifci era cresciuto ed era conosciutissimo, ma anche nella vicina provincia di Arezzo, in particolare a Cortona, dove aveva frequentato l’istituto superiore Angelo Vegni delle Capezzine, mettendo poi a frutto i suoi studi e intraprendendo con successo, da più di due anni, l’attività di chef presso il ristorante Squad Garden, nel centro storico della sua cittadina. Il giovane ha lasciato in un dolore senza fine la mamma Marsela, che con lui ha perduto l’unico figlio, e la nonna Aferdita che vive in Albania, il Paese di origine del ragazzo, nato in Grecia ma stabilitosi in Italia fin da quando aveva 12 anni. Le due donne ora si aspettano una risposta dalla giustizia penale, pur sapendo che nessuna pena sarebbe mai commisurata a ripagare la loro perdita, anche per poter quanto meno chiudere al più presto il capitolo giudiziario di una ferita che per il resto non si rimarginerà mai.

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