Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

0

“Non ci stancheremo di rinnovare con forza la condanna contro ogni forma di violenza contro le donne e con altrettanto impegno continueremo a lavorare per mettere in campo tutte quelle iniziative di informazione, educazione, sensibilizzazione, affinché questo fenomeno venga sconfitto. Il lavoro più importante è certamente prevenire e indurre, specialmente i giovani, al rispetto della persona fin dai primi anni di scuola. In secondo luogo occorre fare passare un messaggio molto importante: dire ‘violenza’ non significa tradurla necessariamente in un gesto fisico, come una percossa o un palpeggiamento, la stessa può intervenire attraverso le parole e le frasi. Il linguaggio, sia esplicito che subliminale, soprattutto se reiterato e insistito, può ferire i destinatari, produrre insicurezza, disagio psicologico e indurre, è bene ricordarlo, a gesti estremi. Proponiamo un carnet che si arricchisce di spettacolo, arte, riflessione e storie di donne, un trittico di grande qualità che speriamo venga apprezzato in modo tale da restituirci il giusto entusiasmo per continuare in questa svolta culturale”.

Presenta così l’assessore alle pari opportunità Giovanna Carlettini il programma di eventi e incontri organizzato dal Comune di Arezzo, in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo e l’associazione Pronto Donna, in occasione della ricorrenza istituita nel dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

“Di anno in anno – sottolinea il direttore della Fondazione Guido d’Arezzo Lorenzo Cinatti – il programma si arricchisce anche grazie alla crescita del rapporto tra fondazione e assessorato. Lo spettacolo proposto non è una semplice testimonianza ma una commedia ricercata e per certi aspetti surreale come lo sono, in fondo, gli stessi rapporti sentimentali”.

Si parte con il convegno “Linguaggio e violenza di genere: un connubio perfetto?” con appuntamento sabato 12 novembre alle 10,30 alla Casa dell’energia di via Leone Leoni. Relatori saranno Andrea Colamedici, fondatore del progetto Tlon, casa editrice, libreria teatro, scuola di filosofia, ed Ersilia Raffaelli dell’associazione D.i.Re Donne in Rete. Argomento: come la comunicazione possa diventare linguaggio sessista carico di pregiudizi e silenziosamente violento.

“La battaglia è lunga – ha dichiarato Elisa Serafini direttrice di Pronto Donna – vanno coinvolti i giovani perché sono soprattutto loro ad avere a che fare con il mondo digitale. La violenza psicologica è un dolore enorme ma comporta difficoltà nel denunciarla: lo schiaffo, infatti, si nota per i segni visibili sul volto, lo stesso non si può dire per la ferita inferta dalla parola. Che tuttavia c’è”.

“Il marito invisibile” di Edoardo Erba è lo spettacolo teatrale con protagoniste Maria Amelia Monti e Marina Massironi in programma domenica 20 novembre alle 21 al Teatro Petrarca. Ingresso gratuito. Una videochat fra due amiche cinquantenni, Fiamma e Lorella, che non si vedono da tempo, i saluti di rito, qualche chiacchiera, finché Lorella annuncia a sorpresa di essersi sposata. La cosa sarebbe già straordinaria, vista la sua proverbiale sfortuna con gli uomini, ma diventa ancora più incredibile quando la donna rivela che il nuovo marito ha una particolarità: è invisibile. Edoardo Erba scrive e dirige un’esilarante commedia sulla scomparsa della vita relazionale e Maria Amelia Monti e Marina Massironi, con la loro personalissima comicità, sono le protagoniste di uno spettacolo scottante e attuale.

Il ritiro del segnaposto può essere effettuato giovedì 10, venerdì 11, mercoledì 16, giovedì 17 e venerdì 18 novembre al Teatro Petrarca dalle 17,30 alle 19,30 e nel giorno dello spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21. Online su discoverarezzo.com mentre per quanto riguarda i giornalisti, eventuali accrediti possono essere chiesti all’ufficio stampa della Fondazione Guido d’Arezzo.

Sempre domenica 20 novembre, alle 17, c’è l’inaugurazione in Piazza della Badia della scultura monumentale “La violenza non è amore” di Anna Izzo. L’installazione, in acciaio, resterà esposta fino al primo marzo 2023. Anna Izzo, pittrice e scultrice poliedrica tarantina, oggi attiva tra Siena e Roma, con un curriculum di esposizioni nazionali e internazionali e premi d’arte contemporanea, è da sempre attenta ai temi della sensibilità femminile e del conflitto tra emancipazione di genere e antichi retaggi sessisti e patriarcali che soprattutto in famiglia sviluppano ancora una violenta avversione per l’indipendenza e l’autonomia delle donne. Le sue installazioni polimateriche di grandi dimensioni campeggiano al centro di frequentate piazze cittadine e prorompono in modo forte nella vita delle persone. Il tema della prigione, già utilizzato in altre creazioni, torna ne “La violenza non è amore”. In essa è racchiuso un cuore “vero” simbolo della vita e dell’amore ma anche del sacrificio estremo, che interroga tutti su cosa davvero significhi “amare”.

Anna Izzo: “non ci può essere assuefazione alla violenza e silenzio dinanzi a essa. Il silenzio è complicità. Dobbiamo, prima di tutto, essere noi donne ad amarci di più e a fuggire dopo la prima mancanza di rispetto e il primo segnale di non tenerezza, poi pretendere la felicità e rifuggire ogni forma di ‘cattura’ ammantata da presunto amore. Mi auguro che le mie sculture servano a fare la differenza e dare coraggio. Sono gli aguzzini a dover restare in gabbia e le donne a volare libere”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here